Veronica Gentili al debutto con Buoni o Cattivi: “Il passato da attrice mi ha aiutato quando ero ancora fresca sull’aspetto giornalistico”

Dopo “Stasera Italia Weekend” e “Controcorrente”, Veronica Gentili si appresta a debuttare in prima serata su Italia 1 con una nuova trasmissione intitolata “Buoni o Cattivi”. Ecco le sue dichiarazioni al settimanale “Chi”…

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INTERVISTE

E’ senza dubbio uno dei volti giovani più lanciati del panorama televisivo italiano attuale: stiamo parlando di Veronica Gentili che, dopo “Stasera Italia Weekend” in onda ogni fine settimana da settembre a giugno, la versione estiva di “Stasera Italia” e il nuovo programma di prima serata “Controcorrente” andato in onda nello scorso mese di agosto (e che potrebbe tornare “prestissimo“), si appresta a debuttare in prima serata su Italia 1 con una nuova trasmissione intitolata “Buoni o Cattivi“.

Il programma, che andrà in onda il martedì per 4 puntate a partire dal 7 settembre, si propone di raccontare la realtà nel profondo attraverso dei docufilm incentrati sulle storie di baby-gang e di donne che hanno subito violenza, ma anche sulle contraddizioni della città di Napoli e sull’ammirazione ossessiva per la celebrità. Alla conduttrice spetterà il compito di tenere il filo della narrazione, incontrando e intervistando a uno a uno vari “testimoni”, tra cui Emis Killa, Diletta Leotta e Clementino.

A proposito del genere dell’intervista one-to-one e più in generale del nuovo programma, intervistata dal settimanale Chi, Veronica Gentili ha affermato: “è un genere che mi è affine, sono una grande ascoltatrice anche nella vita. Qui, commentando i fatti che hanno attinenza con le vite di chi intervisto, si entra subito ad alte temperature“.

Sempre  al settimanale la conduttrice ha poi spiegato che l’idea della trasmissione è nata dalla consapevolezza del fatto che il confine tra buoni e cattivi, appunto, non è sempre così netto. Alla base del progetto ci sono anche diversi interrogativi ai quali si cercherà di dare risposta, come “Quand’è che si diventa cattivi?”, “Da che cosa dipende?” e ancora “E’ un’identità definitiva o è un passaggio?”.

Ma l’intervista è stata l’occasione per parlare anche di altre questioni, riguardanti più in generale la vita e la carriera di Veronica Gentili. Ad esempio, riguardo alle critiche a lei rivolte per essere passata velocemente dal mondo del cinema a quello dell’informazione, ha risposto affermando di non credere ai compartimenti stagni, per poi aggiungere: “è chiaro che esiste il lavoro giornalistico e di approfondimento, ma in tv c’è anche tutta la parte di gestione della comunicazione, dell’ascolto, del mezzo, della macchina, della gestualità, della vocalità: tutto questo è legato al mestiere da cui provengo e agli studi che ho fatto ed è quello che mi ha permesso di avere un atout da subito, da quando ancora ero molto fresca sull’altro aspetto, quello giornalistico“.

Sul passaggio all’approfondimento politico, Gentili ha inoltre ricordato di quanto sia stato importante suo padre Giuseppe: “Papà è stato l’elemento fondamentale del mio avvicinamento alla politica: nasce avvocato, ma è stato dirigente Rai per tanti anni e, soprattutto, è un grande conoscitore della politica. Già quando facevo l’attrice mi ha sempre portato a leggere e a studiare, avevamo la casa piena di quotidiani. Alla fine, arrivare a questo mestiere è stato frutto di questo percorso qui, fatto in alcuni periodi sotto traccia“.

Dopo un rapido calcolo del numero di serate condotte quest’estate (“un anno fa erano 99 serate, quest’anno stiamo lì con le prime serate di ‘Controcorrente'”), la conduttrice ha poi provocatoriamente risposto ad un’altra “critica” che le viene rivolta, e cioè quella di essere bella: “dice che è un dramma?“, ha infatti retoricamente chiesto all’intervistatrice. Ma subito dopo, più seriamente, ha affermato: “non so bene come mai, ma a molti sconcerta un aspetto estetico gradevole che coesista con altro“, e ancora “vai in onda per 100 sere, poi altre cento ancora, passano gli anni, ma questa cosa dell’aspetto, del giudizio, rimane. Ed è deprimente“.

Infine, un appunto sul suo stipendio: “il concetto di guadagnare andrebbe definito meglio: io guadagno bene e lavoro molto“.

 

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