#LinoGuanciale: “Con #IlCommissarioRicciardi si è alzata l’asticella della qualità. Per me è un passaggio di maturazione”

A “La Repubblica”, Lino Guanciale presenta “Il commissario Ricciardi”: “Per me rappresenta un passaggio fisiologico e naturale di maturazione. C’è una costruzione di altro tipo rispetto alle tante vesti in cui il pubblico mi ha conosciuto”

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INTERVISTE

Con questa serie apriamo una porta su anni difficili del Paese“. Utilizza queste parole Lino Guanciale nel presentare “Il commissario Ricciardi”, la nuova fiction di Rai 1 in partenza domani sera, lunedì 25 gennaio, nata dalla penna di Maurizio de Giovanni.

“La serie è costruita con la bellezza e dettagli preziosi, si è alzata l’asticella della qualità ha dichiarato in un’intervista a La Repubblica. “Questo racconto che si snoda in dodici romanzi è anche la storia dell’educazione sentimentale del protagonista. Ricciardi si costruisce un’armatura attraverso il suo costume e la brillantina: ha solo un ciuffo ribelle, la nota dissonante”.

Un personaggio difficile da interpretare: “Nel suo sguardo, sempre in tensione per le immagini di morte che solo lui vede, convivono il terrore e il desiderio di reagire alla paura. Ricciardi sente vicini solo Maione, Rosa, Enrica e Don Pierino, dotati di una sensibilità che supera le apparenze. Si è schermato – appare aristocratico o asociale – ma difende se stesso da ciò che prova”.

Per l’attore abruzzese, che dovrà confrontarsi con la severità dei lettori di Ricciardi, questo nuovo progetto rappresenta un passaggio fisiologico e naturale di maturazione, che “non significa fare graduatorie ma c’è una costruzione di altro tipo rispetto alle tante vesti in cui il pubblico mi ha conosciuto in questi anni”.

E Lino Guanciale è già pronto a vestire una nuova veste: “Riprendo a girare la serie Survivors di Carmine Elia, prodotta dalla Rai con francesi e tedeschi scritta da un pool di sceneggiatori giovani. L’ingresso delle piattaforme ha imposto standard qualitativi alti”.

 

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